
I limiti delle soluzioni di ripiego
Un aspetto che tuttavia si tende spesso a dimenticare è che il controllo delle collisioni non riguarda soltanto la situazione concreta di produzione. Anche il fattore “tempo” svolge un ruolo importante. E la sicurezza che si ottiene con la standardizzazione è un presupposto di base per qualsiasi automazione. Molti produttori di stampi e modelli che mi trovo a visitare come consulente Tebis si affidano ancora a soluzioni di ripiego, peraltro anche ingegnose:
Soprattutto con le macchine relativamente complesse, se esiste un rischio di collisione ci si affida ai meccanismi di arresto automatico del software della macchina.
Problema: la macchina si ferma comunque e l’errore deve essere corretto. Ogni ora di fresatura “regalata” o non utilizzata non è più “recuperabile”.
Si riducono gli avanzamenti e si aumentano i movimenti di ritrazione.
Problema: applicando questo “margine di sicurezza” non si sfrutta pienamente il potenziale dei mezzi di produzione. In altre parole, non si eseguono gli avanzamenti che l’utensile e la macchina consentirebbero e la ritrazione è sempre un po’ più abbondante di quanto servirebbe per una produzione senza collisioni.
Nelle lavorazioni a 3 assi, in caso di possibile collisione con la testa della macchina il componente viene lavorato con un utensile più lungo.
Problema: questa scelta va a scapito delle condizioni di taglio ottimali. Il risultato è una qualità delle superfici inferiore.
Nei punti critici si ricorre a geometrie ausiliarie: si generano percorsi di fresatura da tagli o curve per capire fino a che punto è possibile inclinare l'utensile.
Problema: questo carico di lavoro supplementare comporta tempi lunghi.
Si progettano manualmente le geometrie di interferenza, ad esempio le teste macchina, oppure il mandrino viene fissato all’utensile mediante un corpo rotante.
Problema: anche questa soluzione è molto dispendiosa in termini di tempo e richiede un alto livello di competenza. Inoltre, le geometrie di interferenza progettate corrispondono raramente alle condizioni reali e non si tengono in considerazione le cinematiche delle macchine.
Come sempre, spetta all’operatore della macchina evitare le collisioni procedendo per tentativi ed errori!
